Un progetto di Fabio Mendolicchio (Chef Mendo) in collaborazione con sale e pepe logo

Sagittario – Settimana dal 11 al 17 febbraio

Fortunati dal 23 novembre al 21 dicembre

Ingrediente speciale: Miele
Verdura Porta Fortuna: Carciofo
Lo Chef consiglia: Amici del #SAGITTARIO inizia una fase più bassa rispetto alle settimana e passate. Simon racconta e illustra un Mercurio che inizia un transito di quadratura. È una fase delicata: importante centellinare le energie e mantenere la giusta concentrazione per superare tutto al meglio. La tavola aiuta a sorvolare ma se si è consapevoli di non dover e voler esagerare, sia con i quantitativi sia con miscugli di cibi differenti in un sol pasto! Visto che carnevale avanza potresti dedicarti a diventare il miglior pasticcere o la migliore pasticcera di dolci tipici di questo periodo che in ogni parte d'Italia assumono nome diverso. A seguire anche il link di approfondimento. Indossa il grembiule e invita amici e parenti per far assaggiare loro le tue meraviglie.
Piatto della settimana: Biscotti di carnevale ma anche ottimi i carciofi in pastella
Frutto magico: Mele e fichi secchi (datteri secchi)
"La bellezza salverà il mondo." Fëdor Dostoevskij
Forse non tutti sanno che...?

La storia delle chiacchiere di Carnevale affonda le sue radici nell’antica Roma. Venivano preparate in concomitanza con i Saturnali, una festa molto simile al Carnevale di oggi. In questo momento dell’anno i canoni sociali non esistevano più, venivano imbanditi banchetti e feste popolari.

Uno dei simboli dell’eccesso erano le frictilia, dolci fritti nel grasso di maiale e distribuiti alla folla per le strade dell’antica Capitale. Nel suo De re coquinaria, Apicio – gastronomo della Roma antica – descrive la preparazione delle chiacchiere come “frittelle a base di uova e farina di farro tagliate a bocconcini, fritte nello strutto e poi tuffate nel miele”.

Nella Roma odierna le chiacchiere si chiamano frappe, un nome completamente diverso rispetto a Chiacchiere, ma non è il solo. Se a Milano, in Sicilia e nel Lazio (ma non a Roma) conservano il nome originale, in Toscana vengono conosciute come cenci o donzelle. In Emilia “copiano il romanesco” frappe, sfrappole o intrigoni, in Trentino sono i crostoli, in Veneto diventano galani, mentre in Piemonte e in Liguria assumono l’appellativo di bugie.
Ancora: in Valtellina si chiamano manzole, maraviglias in Sardegna, guanti nel Casertano, lattughe a Mantova, merveilles in Valle d’Aosta, saltasù nel bresciano.

In collaborazione con le fonti web
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