Un progetto di Fabio Mendolicchio (Chef Mendo) in collaborazione con sale e pepe logo

Capricorno – Settimana dal 26 al 01 settembre

Fortunati dal 22 dicembre al 20 gennaio

Ingrediente speciale: Pepe nero e vari tipi di pepe
Verdura Porta Fortuna: Melanzane
Lo Chef consiglia: La Tavola ti spinge in tentazione e sarà arduo resistere. Questa settimana hai le difese con valore 4. L'attacco ha valore 7. Velocità di pensiero 6. Appetito con valore 9. Determinazione ai fornelli 7. Degustazione 5.
Piatto della settimana: Cotoletta impanata con melanzane alla parmigiana
Frutto magico: Fichi d'india
“Senza piacere non vi è vita; la lotta per il piacere è la lotta per la vita.” Friedrich Nietzsche
Forse non tutti sanno che...?

La melanzana è il frutto di una pianta erbacea, che affonda le sue radici in epoche remote e in Paesi orientali come la Cina e l’India. Oggi viene ampiamente coltivata nel nostro Paese, particolarmente nelle regioni meridionali. La pianta ha un fusto strisciante ed erbaceo da cui si dipartono i frutti, sorretti da un peduncolo e un calice leggermente spinosi. I frutti sono bacche carnose di forma allungata (e di sapore leggermente piccante), oppure tondeggiante e oblunga (con sapore più delicato). La polpa, lievemente amarognola, è bianca, ha un apporto calorico molto basso, ma, essendo spugnosa, assorbe facilmente i condimenti e i grassi, e contiene dei semi, numerosi soprattutto nei frutti in stadio di maturazione troppo avanzato. La buccia è di colore violetto più o meno scuro e lucentissima. I mesi migliori per il consumo di questo ortaggio sono quelli estivo-autunnali, per la precisione il periodo che va da giugno a ottobre. Oggi, però, le molte varietà in cui viene prodotta e la coltivazione in serra consentono di trovarla tutto l’anno. Le specie più diffuse di melanzane, ottenute da incroci, hanno il vantaggio di presentare pochi semi e di contenere poca acqua; questo rende più veloce l’utilizzo in cucina permettendo, tra l’altro, di accorciare o evitare la fase salatura per eliminare il liquido dell’ortaggio. Inoltre, si ossidano lentamente, consentendo una conservazione più lunga.

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